"Di che colore è il vestito?" o l'arte di cazzeggiare su Internet

Il vestito al centro della disputa
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Blu e nero o bianco e oro? "Di che colore è questo vestito? " è il quesito che sta letteralmente seminando il panico sul web da venerdì mattina, accompagnato dall'hashtag #TheDress. Un dilemma che suscita però ben altra riflessione...

Blu e nero? Oppure Bianco e oro? Il dilemma cromatico corre e affligge il Popolo del web. Tutto ha avuto inizio giovedì 26 febbraio, quando BuzzFeed ha ripubblicato la foto di un abito postato precedentemente da un utente Tumblr. "Di che colore è questo vestito? ", ha chiesto in seguito il portale, a cui è bastato un segnale per scatenare l'inferno di commenti. Il tutto suffragato dai pronti interventi delle star dello show business, tra cui le iperattive sui social Kim Kardashian, Miley Cyrus e Taylor Swift, che non potevano esimersi dal dire la loro sul bicolore galeotto. Sulla scia dei nuovi Profeti della post-modernità ha agito quindi la Massa di tastieristi, che si è a sua volta prodigata nel dirimere l'Amletica questione sotto l'egida dell'hashtag #TheDress - se spontaneo o costruito a tavolino, non è dato sapere. A questo punto, la vera domanda non riguarda tanto il colore del vestito (o il tasso di daltonismo delle persone), quanto piuttosto la dabbenaggine e il fancazzismo dell'Internauta Medio. Non serve rispolverare chissà quale tesi complottista per considerare questo vestito (peraltro di dubbio gusto) alla stregua di "Arma di distrazione di massa", parafrasando i più eminenti pensatori non allineati. Né occorre rivalutare teorie sulla comunicazione asimmetrica: è sufficiente smetterla di considerare il pubblico come vittima di media brutti e cattivi che lo manipolano, semmai come il carnefice di se stesso.

La vicenda del vestito blu-nero-oro-marrone-viola-color cacca (a piacere, è la "democrazia" del web) e degli annessi commenti a rimorchio, obiettivamente, fa cadere le braccia. Vittorio Sgarbi sostiene che il Sacco Olandese di Piazza di Spagna e i danni alla Barcaccia del Bernini sono il segno della crisi irreversibile dell'Occidente: a noi sembra che la mobilitazione di migliaia di utenti in Rete per decriptare il colore di un vestito sia il sintomo altrettanto rivelatore di una Civiltà in decomposizione. Avrà forse ragione lo scrittore Michel Houellebecq, la cui "Sottomissione" è vista come unica via per riscattarsi da un presente vacuo, superfluo e senza valori; ma non ha certamente torto l'Uomo Africano, che secondo la tradizione "possiede il Tempo, mentre l'Europeo possiede l'orologio" (e, a quanto pare, anche tanto tempo da sprecare). A proposito di priorità e colori: "La vita non è bianco o nero, è oro", recitava la pubblicità di un noto profumo. Facciamo nostre queste parole, aggiungendo che a certi "dilemmi esistenziali" preferiamo rispondere così.

Crediti: clandestino web, youtube, web