Chiamare scimmia un ministro: Le differenze tra Francia e Italia

L'ex ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge
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L'ex ministro Cécile Kyenge e l'attuale guardasigilli francese Christiane Taubira sono state entrambe paragonate ad una scimmia. Solo che in Francia, la responsabile si è beccata 9 mesi di prigione, mentre in Italia Calderoli è pronto per andare in spiaggia.

L'ex ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge e l'attuale ministro francese della Giustizia Christiane Taubira hanno più cose in comune di quanto si possa pensare. E non è solo una questione di soddisfazioni professionali o di colore della pelle. Entrambe, infatti, sono state paragonate ad una scimmia. La prima - come tutti sappiamo - dall'ex ministro Roberto Calderoli, che durante un comizio della Lega Nord a Treviglioaveva paragonato la Kyenge ad un orango; la seconda, da una certa Anne-Sophie Leclère, ex capolista del Front National alle elezioni comunali di Rethel, che aveva postato una foto di dubbio gusto sul suo profilo Facebook, e aveva pure rivendicato il diritto di farlo durante un'intervista televisiva. Ma allora Italia e Francia non sono poi così diverse, penserete voi. Non è vero che i politici francesi non fanno gaffe come i nostri. Non è vero che il modello di integrazione francese non fa un piega. Il fatto è che se i francesi la trovano, la piega, la stirano senza pensarci due volte.

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La foto incriminata Anne-Sophie Leclère posa accanto al poster di Marine Le Pen

La militante del Front National, infatti, è stata appena condannata a nove mesi di prigione, a cinque anni di ineleggibilità e a 5mila euro di multa dal tribunale di Cayenne. La notizia ha scioccato l'interessata, che ha definito il provvedimento "completamente sproporzionato" rispetto al "crimine" commesso. E' dello stesso avviso il Presidente del Front National, Jean-Marie Le Pen, che su Twitter accusa i magistrati di essere dei "traditori della legge e stupratori della morale". Anne-Sophie Leclère, che aveva postato sul suo profilo Facebook un fotomontaggio in cui l'immagine di una scimmia è giustapposta a quella del ministro francese Christiane Taubira con le eloquenti didascalie "A 18 mesi" e "Adesso", era stata già esclusa dal partito di estrema destra dalla stessa Marine Le Pen. "Questa foto è ironica", aveva detto la giovane candidata prima di ritirare l'immagine dal suo profilo Facebook. Ma in Francia, evidentemente, esiste una differenza chiara tra una battuta di spirito e un atto di razzismo. Forse anche troppo. Aver postato quella foto, in ogni caso, le costerà caro.

A proposito di ironia da quattro soldi e di esperti in materia. L'ex ministro Roberto Calderoli, nonostante abbia fatto anche di peggio, è ancora libero di continuare a fare la mina vagante. E' oramai trascorso più di anno da quando l'esponente della Lega Nord pronunciò quella frase incriminata durante un comizio della Lega Nord, a Treviglio: "Quando vedo la Kyenge - aveva detto - non posso fare a meno di pensare ad orango". Il processo per diffamazione e istigazione all'odio razziale, ancora in corso presso il Tribunale di Bergamo, come al solito sta diventando eterno a colpi di "Legittimo impedimento". E l'ex ministro, invece di presentarsi in aula, potrà andare tranquillamente in vacanza in attesa di regalarci la prossima perla che farà gridare allo scandalo. Come il collega Borghezio, libero di affermare tranquillamente che "la Kyenge non appartiene alla nostra specie". E' forse questa la differenza più grande tra Italia e Francia: che in Italia si parla, mentre in Francia si agisce? O forse si potrebbe obiettare che è molto più facile mandare in prigione una giovane e inesperta candidata alle elezioni comunali (per educarne cento) che un ex ministro (per educarne molti di più)? In ogni caso, c'è un'unica certezza: la legge non è uguale per tutti. E la bilancia pende sempre dalla stessa parte.

Federico Iarlori

Crediti: web , facebook, livesicilia.it