Charlie Hebdo e l'Islam: la vignetta sulla Giornata del Velo a Parigi

Il dibattito sul velo in Francia
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Francia: la prestigiosa università SciencesPo ha ospitato il 20 aprile la giornata del velo islamico. Un’iniziativa che ha scatenato polemiche e "affilato" la matita di Charlie Hebdo.

“Hijab Day”, o più volgarmente Giornata del Velo (Islamico). Mercoledì 20 aprile, presso la prestigiosa università parigina di Sciences Po, è andata in scena una controversa iniziativa promossa da alcuni studenti via Facebook, per sensibilizzare l’opinione pubblica - ben consci dell’eco mediatica che avrebbero suscitato - sull’uso del velo da parte della donna musulmana. L'obiettivo dei partecipanti era quello di mutare l'immagine percepita del velo come strumento di oppressione religiosa o patriarcale, considerandolo invece il frutto di una libera scelta. All’ingresso della facoltà gli organizzatori distribuivano quindi dei foulard, invitando gli studenti a indossarli perché si immedesimassero (almeno per un giorno) con la realtà delle ragazze di fede musulmana, “stigmatizzate” per il loro segno di appartenenza. Ancor di più dopo gli attentati del 13 novembre e del 22 marzo a Bruxelles, che hanno riacceso prepotentemente il dibattito sull’Islam e la sua compatibilità con la laicità repubblicana.

Charlie Hebdo e l'Islam: la vignetta sulla Giornata del Velo a Parigi

Il tema della presenza ostentatoria di simboli religiosi negli spazi pubblici non è affatto nuova, ma è tornato d’attualità dopo un’intervista del primo ministro francese Manuel Valls, che si era detto favorevole ad un divieto del velo anche all’Università (una norma già prevista per gli istituti scolastici statali). Parte dell’opinione pubblica progressista giudica i propositi di “messa al bando” del velo come una forma di discriminazione nei confronti delle comunità musulmane; di contro, talune fazioni del femminismo e della sinistra (al pari della destra e Front National) denunciano il rischio proselitismo corso in seguito a un’iniziativa come quella degli studenti di Sciences Po. E poi c’è la reazione della satira: il vignettista Juin di Charlie Hebdo, rivista spesso accusata di islamofobia per i suoi disegni su Maometto, ha voluto dire la sua “sensibilizzando” sulla mutilazione genitale femminile, altra pratica prevista in alcuni regimi autoritari fondati sulla Charia. La provocazione è dietro l’angolo, ma è ora di dare “un taglio” alle polemiche.

Crediti: web , Facebook