Buonanno in Libia: Il racconto fotografico delle incredibili imprese del novello D'Annunzio

Buonanno il nostro eroe
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IL CORRIERE DELLA RESA – L'eurodeputato leghista Gianluca Buonanno ha deciso di portare i suoi capelli a spazzola in Libia, per dimostrare che anche un truzzo può essere un eroe. Leggete le imprese del novello D'Annunzio.

Che differenza c'è tra Gianluca Buonanno e Gabriele D'Annunzio? Se escludiamo i capelli a spazzola, l'utilizzo della lingua italiana e le abitudini sessuali, nessuna. Perché ciò che davvero interessa a Buonanno della figura del Vate è la portata rivoluzionaria nel campo dell'aviazione, il sangue di un ardito italiano che scorre nelle vene. Che poi Buonanno si senta padano e non italiano, è soltanto un particolare. La verità è questa: mentre voi siete comodamente seduti nelle vostre case a fare i comunisti, a guardare le partite di calcio ed a giocare con i vostri figli, c'è qualcuno che ci sta provando davvero a risolvere il problema dell'immigrazione. Quello che non sta facendo il Governo Renzi , ha deciso di farlo lui in prima persona, come un novello D'Annunzio crociato. Buonanno è lì per dimostrare che in Italia non sono tutti cacasotto e ha specificato che in caso di rapimento non vuole che nessuno pensi di pagare un riscatto per lui. Questo pleonasmo serve per rafforzare la vicinanza con D'Annunzio per via dell'utilizzo di una figura retorica? Non lo sappiamo. Quello che abbiamo scoperto in esclusiva è che il principale oggetto della sua missione sarà scoprire l'opificio in cui vengono materialmente fabbricati i migranti in Libia. Seguite con noi il racconto dell'impresa di Buonanno, immagine per immagine.

Buonanno morbido sui Rom: "Sono la feccia della società"

La prima grande notizia che possiamo apprendere da questa avventura è che Buonanno non è razzista, ma le dichiarazioni sui Rom nel video che abbiamo potuto vedere qui sopra le ha rilasciate esclusivamente per rendersi antipatico e scongiurare il rischio che qualcuno pagasse un riscatto per un suo eventuale rapimento. Come scopriamo poi dall'intervista rilasciata a Il Giornale, il nostro eroe è partito con “la bandiera dell’Europa, del Piemonte e della Lega. E poi la fascia tricolore. E naturalmente le immaginette sacre, che porto sempre con me”. Così, un superuomo umile. Dannunziano e crociato, vuole saperne di più su ciò che accade in Libia. E ha deciso di riesumare bandiere che un tempo strappava.

Buonanno, da uomo sensibile qual è, si preoccupa per la differenziata in Libia

Appena giunto in Libia, ecco lo stupore: ma la Libia è in Africa! Cioè, sono più terroni dei siciliani! Come risolvere questo increscioso equivoco? Ovviamente con una prima fotografia nella quale mostrare la bandiera della Lega Nord, per far capire a tutti da che parte stiamo. E poi vabbè, è importante la coerenza stilistica. Il CAPS LOCK utilizzato nel nome profilo su Facebook è una chicca che mette subito in chiaro le cose. Poi la felpa autocelebrativa mostrata con orgoglio: richiami salviniani oppure è l'indumento che si porta nello spogliatoio della palestra per evitare di scambiarla con quella del vicino di posto? Non lo sapremo mai. C'è un'altra cosa che non sapremo mai: come mai Buonanno ha deciso di fotografarsi proprio in quell'angolo? Le scritte dietro il nostro eroe, che parlano di non lasciare lì i rifiuti, aprono la strada ad un ventaglio di battute troppo ampio per essere esposto integralmente qui, ma in molti sui social hanno suggerito a Buonanno di spostarsi per non incorrere in sanzioni.

Un vero leghista manifesta il sostegno a Stacchio anche in Asia. Ah scusate, Africa o dove cavolo mi trovo

La spinta esterofila ed il richiamo alla concretezza, alle radici padane. Va bene la missione all'estero, ma non bisogna mai dimenticare ciò che si lascia a casa, come i temi della sicurezza per i quali Salvini si sta battendo come un leone. Ed ecco una fotografia con la quale Buonanno, anzi BUONANNO, dimostra tutta la sua vicinanza al benzinaio Stacchio. Vicinanza che tra l'altro il benzinaio non vuole, ma questa è un'altra storia. Sguardo rivolto fuori dall'obiettivo, kalashnikov in mano, il nostro Gianlucone, complici i capelli a spazzola, sembra il testimonial di uno spot per tenere le armi lontane dai bambini. In ogni caso un risultato Buonanno l'ha già raggiunto. Secondo una recente statistica, il tasso di pericolosità in Libia è sceso del 50%. Nel momento esatto in cui Buonanno ha riconsegnato l'arma alla persona affianco a lui.

Un Buonanno raggiante stringe la mano al suo idolo d'infanzia: il maresciallo Rocca

Siamo finalmente entrati nel clou della missione: il nostro eroe ha iniziato a stringere rapporti diplomatici col governo ufficiale libico ed è stato a colloquio con il nuovo comandante supremo dell'esercito. Lasciamo il commento della vicenda allo stesso Buonanno, visto che senza caps lock il racconto non ha la stessa efficacia e noi non abbiamo la stessa predisposizione di Gianluca nei confronti delle maiuscole: “Oggi sono stato invitato al Parlamento Libico, convocato per la cerimonia di insediamento del GENERALE KHALIFA HAFTAR, CAPO SUPREMO DELL’ESERCITO LIBICO, che mi ha invitato nel suo bunker facendomi delle RIVELAZIONI CLAMOROSE sull’Italia e sull’Europa”. Buonanno ha poi proseguito dicendo che renderà pubbliche le informazioni clamorose in suo possesso nella giornata di giovedì, sperando che giovedì il capo dell'esercito non sia già stato sostituito. Mentre aspettiamo trepidanti di conoscere finalmente la verità sull'intricata condizione della Libia, vi lasciamo con una novità davvero incredibile: sembra che il capo dell'esercito abbia proposto a Buonanno di diventare Presidente della Libia: potrebbe essere questa la motivazione per cui ha deciso di parlare soltanto giovedì. Vi lasciamo in esclusiva col discorso che il nostro eroe pronuncerà tra due giorni.

L'anteprima del discorso di insediamento di Buonanno come nuovo Presidente della Libia
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