Bufale e morti sul web: Italiani peggiori in Europa, credono a tutto

Paolo Villaggio è vivo
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Gli italiani sono il popolo più credulone d'Europa? Sembra di sì, in base alla ricerca dell'istituto inglese IPSOS MORI. Se pensiamo ai casi di bufale sul web, soprattutto alle morti finte, verrebbe da crederci.

La ricerca dell'istituto inglese IPSOS MORI lancia il grido d'allarme. Come riportato dall'Espresso nell'articolo di Mauro Munafò, gli italiani sono i meno informati sulla realtà che li circonda e tendono a credere a qualsiasi cosa venga riferito loro. Ad esempio “nel nostro Paese si crede che il 30 percento della popolazione sia composta da immigrati (in realtà è il 7), che il 20 siano musulmani (sono appena il 4), che il 48 percento siano over 65 (sono in realtà il 21) e che i disoccupati siano il 49 percento (sono il 12)”. Questa scarsa comprensione del mondo intorno a noi è il terreno più fertile per le bufale sul web. Il bell'articolo sulle bufale nei social e sul perchè gli italiani ci credano così tanto di Fabio Chiusi, potrebbe quindi essere integrato da questo interessante dato di partenza: crediamo a tutto perchè non conosciamo davvero cosa ci circonda.

La non esaltante classifica dei Paesi meno informati sulla realtà circostante

Un esempio classico delle bufale da web è quello delle morti inventate. Ciclicamente parte il meccanismo della morte finta per fare notizia, qualcuno la rilancia senza controllare la fonte (a volte addirittura l'ANSA) e in men che non si dica il tutto diventa virale sui social, fino a quando la celebrità sente il bisogno di affermare la propria esistenza e con un comunicato smentisce la bufala, facendo ottenere così il massimo effetto possibile al buontempone di turno. Nell'articolo di Nicola di Turi su WIRED, vediamo come ci sia una vera e propria fabbrica di morti finte nel sito News 24 Roma.

Una classica bufala lanciata da News 24 Roma

Ad ogni modo spesso queste voci sulle morti bufala poi diventano la fucina per imperdibili risposte da parte delle presunte vittime, se particolarmente dotate di senso dell'umorismo. Geniale la celebre replica alla notizia funesta da parte di Giulio Andreotti, che disse: “In questi giorni mi giungono voci insistenti su un mio ricovero per aggravamento di salute. Capisco che molti attendono un mio passaggio “a miglior vita”, ma io non ho fretta… ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute, e in particolare il Signore per l’ulteriore proroga”. Il campione italiano di morte presunta però è senza dubbio Paolo Villaggio, che ha già assistito, da vivo, al secondo annuncio della propria dipartita. Nell'ultima occasione, nel giugno scorso, ha lamentato l'assenza al proprio funerale di Walter Veltroni.

Paolo Villaggio è vivo e vegeto e percula Borghezio
Crediti: web , Google