Bruno Vespa e Riina junior: Selvaggia Lucarelli difende Porta a Porta

Selvaggia Lucarelli difende Vespa che ha intervistato Riina
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Selvaggia Lucarelli ha difeso (ancora una volta) Bruno Vespa che in queste ore è diventato il bersaglio degli utenti per aver intervistato Salvatore Riina, figlio del Capo dei Capi.

Bruno Vespa è finito in una tempesta mediatica per aver invitato (e intervistato) Salvatore Riina, figlio di Totò, il Capo dei Capi. Massacrato da tutti - addetti ai lavori e non - non gli resta che consolarsi con il post di Selvaggia Lucarelli. Eh sì, non è la prima volta che la firma del Fatto Quotidiano difende il collega della Rai. Qualche settimana fa, quando Vespa invitò Valter Foffo, padre dell’assassino di Luca Varani, fu la sola a dire che Vespa aveva fatto il proprio dovere di giornalista, mentre tutti gli altri gridavano allo scandalo, allo sciacallaggio mediatico. Anche questa volta Selvaggia ha sottolineato quanto in Italia si abbia la tendenza di fare spesso e volentieri due pesi e due misure, a seconda di chi intervista il criminale di turno o della trasmissione che lo ospita. “Sono stati intervistati Brusca, Provenzano, Donato Bilancia, Alì Agca, la moglie di Buscetta, lo stesso Buscetta, il figlio di Provenzano, Schiavone, Schettino, Mandalà (la lista è lunga) e un discreto numero di brigatisti, criminali e attentatori - ha scritto Selvaggia -. Li hanno intervistati Santoro, Ruotolo, Biagi, Formigli e pure Bonolis e la Leosini. Vorrei capire perchè Bruno Vespa fa più schifo degli altri. E perchè gli altri fanno informazione e lui sciacallaggio o apologia della mafia”.

La giornalista e webstar ha ribadito il concetto già espresso in precedenza, quando prese le difese di Bruno Vespa. “Il figlio di Riina l'avrei intervistato pure io - continua la Lucarelli nel suo post -. L'avrebbe intervistato chiunque. Non si tratta di "dare spazio al figlio di un mafioso". Si tratta di raccontare un mondo e una mentalità. Si tratta di un racconto, non di un omaggio. Se poi questi personaggi li cominciamo a pagare o a intervistare vestiti da tronisti coi gioielli dello sponsor o a trasformare in opinionisti, allora sì, vomito insieme a voi. Al momento, se attaccate Vespa, dovete attaccare mezza storia del giornalismo”. Il post di Selvaggia ha ovviamente scatenato un vivace dibattito sulla sua bacheca. In molti, riprendendo il commento di Claudio Fava, hanno polemizzato con la giornalista sostenendo come lui che “il problema non è intervistare il figlio di Riina o Totò Riina in persona o un altro macellaio mafioso. Il problema è come lo intervisti. Le domande che gli fai. Le risposte che pretendi di ottenere. Senza piaggerie, senza untuosità. Il punto è che se davanti hai il figlio di Totò Riina non gli permetti di costruire il siparietto su quant’era bravo e premuroso quel padre, che tanto della mafia se ne occupano i tribunali”. Senza contare che molti hanno preso l'intervista come una promozione del libro-verità dello stesso Riina Jr. Voi che ne pensate? Venite a dire la vostra twittando al nostro account ufficiale @meltybuzz_it.

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