Breaking Italy: Shooter Hates You, intervista esclusiva

Shooter Hates You
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Breaking Italy è il canale Youtube di Shooter Hates You (aka Alessandro Masala) in cui si fa informazione in formato 2.0. "La pigrizia è il vero male dell'informazione italiana", ci ha rivelato nell'intervista. Leggila su meltybuzz.it.

Si chiama Alessandro Masala, ma è meglio conosciuto con lo pseudonimo Shooter Hates You, ha quasi 30 anni, conduce il programma di attualità su Youtube "Breaking Italy" (ma ha anche un altro canale, ora fermo, in cui commenta i fatti di cronaca più importanti tramite la rubrica "Parliamone"), ed è amatissimo dai suoi fan: 26 mila sulla pagina Facebook personale, altrettanti su quella del programma e 112 mila iscritti sul primo canale Youtube, nato nel 2011. Shooter Hates You si occupa di raccontare quello che accade nel mondo: i fatti più importanti ma anche quelli che nei giornali tradizionali passano in secondo piano, con una buona dose di critica e ironia. Nell'intervista Shooter Hates You ci ha rivelato come è nata l'idea di Breaking Italy, i suoi progetti futuri, e quello che pensa dell'informazione italiana e del mondo di Youtube.

Ciao Alessandro! Allora, partiamo dall'inizio... A quando risale il tuo debutto su Youtube? Per rispondere a questa domanda sono dovuto andare a vedere la data di pubblicazione del primo video: agosto 2011, due anni e mezzo fa. La ragione per la quale sono dovuto andare a controllare è che ho un rapporto strano con questo progetto: da una parte mi sembra che sia iniziato da un’infinità di tempo. Questo perché nel farlo crescere sono cresciuto con lui, sono maturato e diventato più bravo… e quando migliori tanto in qualcosa (non che ora sia capace eh... è che prima ero decisamente peggio! ) hai come la percezione che siano passati secoli. La si ha guardando il primo e l’ultimo video che ho pubblicato sul canale: sono al contempo la stessa cosa e due prodotti completamente diversi. Dall’altra Breaking Italy è diventato non solo parte della mia vita, ma il centro della mia vita in senso stretto; questo ha permesso che questi settecento-e-passa giorni (non so contare, help) volassero. (Non sono settecento giorni, vero? Siamo più verso i novecento. Ho fatto il calcolo sulle dita delle mani, come fanno i veri adulti).

Come mai questo nome (Shooter Hates You)? E l'espressione "gentaglia" con cui ti rivolgi al pubblico durante i tuoi video, come ti è venuta in mente? Shooter è un nome che mi ero affibbiato da bambino, Hates You è arrivato dopo, da adolescente… immagino volessi darmi un tono con il discorso del “ti odia” (ero giovane, non giudicate). Comunque alla fine me lo porto dietro da sempre, ci sono affezionato. "Gentaglia" è un’espressione che comunemente si usa nella mia zona per definire un gruppo di amici.

Come ti è venuta l'idea di Breaking Italy, il notiziario "2.0"? L’idea l’ho macinata bene prima di iniziare: volevo fare qualcosa che allo stesso tempo si aggrappasse alle mie passioni e a delle capacità che credevo (ahaha! ) di avere, e che allo stesso tempo nessuno stesse facendo su YouTube… e dopo un po’ è saltato fuori Breaking Italy. Facevo già video, quindi ho fatto un po’ di prove per uno show similare, in inglese… e poi mi sono buttato.

Le notizie che proponi non sono quelle che si possono trovare in ogni tg... Come scegli le news da trattare? Cerco di mischiare le notizie in modo che ogni show sia in un certo senso organico, che ogni puntata da sola si racconti per quello che vorrei che Breaking Italy fosse: uno show un po’ serio, un po’ frivolo e un po’ scazzato, che però pur semplificando non banalizzi nessun argomento e che parli davvero di tutto… quello che piace a me. Ovviamente non sempre è possibile, e magari capita che ci provi e non ci riesca, ma questa è più o meno la filosofia. Ah, e ogni tanto vado a caso.

Cosa vuoi fare da "grande"? Vorresti diventare un giornalista? Non posso rispondere a questa domanda senza sottolineare il fatto che io sia in realtà già “grande”… a Febbraio compirò 30 anni, quindi le meccaniche del “ora faccio questo, poi si vedrà” non le posso più sfruttare. L’idea comunque non è quella di fare il giornalista, ma di seguire un piano (un po’ congegnato e un po’ arrangiato, come ogni piano deve essere) di crescita che mi permetta di continuare ad operare online e a fare, tendenzialmente, quello che faccio adesso… più altre cose. Come risposta è un po’ vaga, lo so, ma preferisco non aggiungere nulla: fino ad ora è andata bene.

Cosa fai nella vita, oltre allo youtuber? Faccio solo questo (ed altre attività relative a Breaking Italy che però sono super-mega-segrete perché se poi le annuncio e non le faccio me le rinfacceranno per sempre! ). Non avrei tempo per fare nient’altro, dedico almeno dieci ore al giorno al programma. Vivo quello che faccio come un lavoro, mi alzo presto e cerco di essere il più efficiente possibile. Non c’è un momento nel quale "smetto" di occuparmene. Se non sto facendo la rassegna stampa sto girando la puntata, se non sto girando la sto montando, e se non sto montando mi sto occupando di altri particolari tecnici; cerco poi di rispondere alle tantissime mail che mi arrivano (grazie, gentaglia), di mantenere con chi mi segue un rapporto trasparente e genuino tramite i social network e oltre tutto questo cerco di migliorare quello che faccio e di progettare e lanciare nuove cose.

Come ti informi di solito? Guardi i telegiornali? Di solito guardo testate straniere, blog, forum e seguo molto i social network. Il tg che preferisco è sicuramente quello di La7, ed è anche quello che guardo più spesso.

Che opinione hai del modo di fare informazione in Italia? L’informazione in Italia ha tanti problemi, dalle testate nazionali che non verificano bene le fonti a quelle modificano i propri articoli in corso d’opera quando scrivono cappellate, all’eccessivo intrecciarsi del mondo dell’informazione con il mondo politico, passando ai finanziamenti pubblici (non sono contro, però). Non mi piace che si faccia di tutta l’erba un fascio: in Italia c’è chi cerca di fare informazione in modo serio e lo fa egregiamente; se ci si vuole fare un’idea delle cose non è affatto impossibile… ci riesco perfino io! Spesso è più che altro una questione di pigrizia: informarsi non può essere un’attività passiva, è qualcosa di attivo, è uno stato mentale. Troppe volte sento persone adulte affermare che non guardano i telegiornali e non leggono giornali perché i media “non dicono la verità”. Troppo comodo così. (Sto andando bene? Sto facendo la figura del saggio ribelle? Pensi che le mie chance con le ragazze aumenteranno dopo tutto questo? Sono sicuro di sì).

I tuoi video li realizzi da solo o ti aiuta qualcuno? Breaking Italy lo faccio completamente da solo. L’anno scorso però ho lanciato un progetto-prova che si chiama “Parliamone”, nel quale sono stato aiutato dalla mia ragazza e da un’amica. Quel progetto è in pausa, ma forse non per troppo tempo; potrebbe inoltre essere che ci abbia preso gusto nell’includere altri nei miei deliri d’onnipotenza.

Hai mai ricevuto critiche per quello che fai o per come lo fai? Moltissime, ci sono abituato… ma fa un po’ parte del gioco. Se ti esponi, le critiche arriveranno, non si può mica piacere a tutti. Mi verrebbe anche da dire che Breaking Italy è molto facile da criticare, perché il genere dell’Infotainment in Italia non è esattamente apprezzato: o fai seria informazione o dici minchiate, non puoi mischiare le due cose senza per lo meno vederti arrivare qualche parruccone a dire che “sei come Studio Aperto”. Quando parlo di politica non ne parliamo, poi: benché un’ottima parte del mio pubblico è in grado di accettare un’opinione diversa dalla propria (e, per intenderci, non faccio il tifo per nessun partito in particolare), ogni volta che tocco l’argomento ricevo molte critiche. Le volte che ho parlato di Palestina ed Israele ho ricevuto mail che mi accusavano di essere uno “sporco ebreo” o di altre persone che mi dicevano che avevano scoperto il fatto che io sia ebreo, e non mi stimavano più per questo. Non sono ebreo eh; è solo per sottolineare che se ti esponi, ti esponi a tutti.

Hai avuto collaborazioni con altri youtuber? E al di fuori del mondo di Youtube? Ho collaborato raramente con altri youtuber. Una delle ragioni principali è il tempo libero: ne ho davvero, davvero poco. Un’altra è che… nope, in realtà si ritorna sempre al tempo. Parti del mio show, però, sono state create da altri youtubers: Fraffrog, ad esempio, ha creato la sigla di Parliamone, SlidingTheory quella di Breaking Italy e Tris81 (Giacomo Citro, ndr) ha fatto le musiche per entrambe. Ho anche un blog sul Fatto Quotidiano: è un modo che il giornale mi ha dato per pubblicare ogni tanto qualcuno dei miei video sul loro portale online. Non l’ho chiesto io, mi hanno contattato loro, e tutt’ora la cosa mi fa estremamente piacere.

Hai seguito un po' la polemica fra youtubers conseguente all'uscita di Fuga di Cervelli? Cosa ne pensi di chi accende queste discussioni? L'ho seguita. Premesso che stimo molto Yotobi - anche se spesso non ne condivido affatto i toni - e che mi piace moltissimo quello che cerca di fare con la sua nuova rubrica, era ovvio (e anche lui lo sapeva) che toccando Fuga di Cervelli avrebbe sollevato un vespaio. Farei una netta distinzione, comunque, tra quello che ha fatto Yotobi e quello che spesso in tanti tendono a fare per semplice necessità di visibilità (come per altro si è sempre fatto ovunque): si attacca qualcuno visibile per brillare di luce riflessa. Mentre la seconda è una moda che ciclicamente torna in auge, la critica di Yotobi era principalmente volta allo smontare un film che apparentemente non farebbe ridere (io non posso pronunciarmi perché non l’ho visto), più alla volontà di esprimere frustrazione per la poca novità del prodotto in sé… immagino che da qualcosa che nasce dal web ci si aspettasse un po' di innovazione in più.

Crediti: Youtube, facebook