Il Brasile, Messi, Spielberg, l'Unità: "I Virus della Settimana"

I tifosi del Brasile dopo la sconfitta in semifinale
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Il Brasile umiliato e la Germania campione del mondo, gli animalisti contro Steven Spielberg e i giornalisti de l'Unità, gramscianamente parlando. Il meglio, ma soprattutto il peggio della settimana su meltyBuzz.it

Povero Brasile. Sconfitto, travolto, umiliato senza pietà prima dai tedeschi (7-1), poi dagli olandesi (3-0). Siete veramente senza cuore: infierire così su una povera Nazione devastata dalla povertà e dalla corruzione. Almeno un paio di gol potevate risparmiarveli. Oppure, che ne so, avreste potuto fare finta che il Brasile fosse troppo forte e dare forfait. Non le avete viste le facce dei tifosi sugli spalti? Ce l'avete un cuore? Neanche il terzo posto gli avete lasciato. Cattivi. Cioé, uno si prende la briga di organizzare un Mondiale, di sbarazzarsi delle favelas (con le persone dentro) per fare posto a degli stadi all'altezza della situazione, di mettere a disposizione delle belle signorine per far divertire i turisti, e questo è il risultato. Bella riconoscenza. No, perché quando si gioca a calcio mica se sei una pippa te ne vai a casa. Non è così che funziona il mondo. Non l'avevate ancora capito? Prendiamo Messi, ad esempio. Un torneo da dimenticare il suo, scandaloso, ma il pallone d'oro dei Mondiali non è che glielo togli. Messi è Messi e voi non siete un cazzo. Avete visto, tra l'altro, com'era contento? Peccato che i tedeschi abbiano vinto. Sono forti, per carità. I migliori di questi Mondiali 2014. Ma, come dire, è proprio al livello estetico che non vanno. Non so, non festeggiano abbastanza. Niente macchine che bruciano, niente violenza sugli spalti, niente po-poroppo-popopo per le strade. E poi 'sta Merkel… ha ragione Gasparri: "è una donna orrenda".

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Poveri triceratopi. Che c'entra il fatto che si siano estinti milioni di anni fa. Sono pur sempre delle creature del Signore. Un certo Steven Spielberg – pare che sia un regista americano che si diverte a torturare gli animali – si è fatto fotografare accanto al corpo senza vita di un esemplare della specie. L'ho visto su Facebook. Meno male che non gliel'abbiamo fatta passare liscia. Con i miei amici animalisti l'abbiamo massacrato. Così vediamo se avrà il coraggio di farlo ancora. Bisogna andarci pesanti con le persone così. Come con quella tifosa belga a cui l'Oréal ha fatto un contratto. L'hanno vista sugli spalti dei Mondiali, con quel suo visino dolce, innocente. Altro che. Quella si divertiva ad andare a caccia e a sparare alle gazzelle. L'ho visto su Twitter. Per fortuna i vertici de l'Oréal, grazie a quelli come noi che l'hanno segnalato, si sono ravveduti e non appena hanno visto quella foto tremenda, le hanno strappato il contratto. Vai, vai, torna a studiare, che è quello che ti meriti! Ma in che mondo viviamo? E' assurdo che una persona che non ama gli animali possa essere assunta da un'azienda di cosmetici...

Poveri giornalisti de l'Unità. Oh, mica stiamo parlando di un giornale qualunque! Non riesco a capacitarmi del fatto che il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, quello con gli occhialini tondi che odia gli indifferenti, rischi di chiudere i battenti. Intendiamoci, io non l'ho mai letto, ma insomma, tutti sanno che è un'istituzione. Hanno fatto bene quei poveri giornalisti – che, ci scommetto, avranno dei miseri contratti a tempo indeterminato - a fare quel video in cui supplicano Matteo Renzi di aiutarli. Questa sì che si chiama dignità. Guardate che se continuiamo così, a non dare soldi pubblici a chi fa bene il proprio mestiere, non so dove andremo a finire. Se continuiamo così, a non dare soldi pubblici a giornalisti liberi come quelli de l'Unità, che non hanno padroni, né capi di partito alle spalle, che ne sarà del pluralismo? Cosa c'è Matteo, hai paura? Hai paura che scrivano degli articoli scomodi, vero? Che ti facciano le pulci con le loro inchieste irriverenti? Signori, se continuiamo così, a permettere che i pilastri del giornalismo italiano si frantumino in mille pezzi, ci ritroveremo tutti a leggere stronzate su internet, dove si trova tutto e il contrario di tutto. E' questo che volete?

Federico Iarlori

Il video dei giornalisti de l'Unità
Crediti: facebook, web , Associated Press