Bimbo morto a Bodrum: Partono le vergognose teorie del complotto

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Iniziano a proliferare in rete le teorie del complotto sulla tragica fotografia di Aylan, il bambino ritrovato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia.

La tragedia del piccolo Aylan, divenuto simbolo delle migliaia di vittime dell'immigrazione a causa della tremenda fotografia che lo ritrae ormai senza vita sulla spiaggia di Bodrum, ha suscitato tantissime reazioni nell'opinione pubblica, sia per quanto riguarda il dibattito sul tema dei migranti che per quanto riguarda l'opportunità di pubblicare immagini così crude. Accanto alle discussioni più diffuse sui due temi, ovviamente, non poteva non nascere un filone complottista che si sofferma su un altro genere di eventi collegati al tragico caso di cronaca. Una chiave di lettura di questo tipo, ad esempio, è quella di Maurizio Blondet (lo stesso da cui Beppe Grillo prese la storia dei 101 euro addebitati quando si fa benzina pagando con la carta), che vede nella pubblicazione di queste immagini un ricatto morale ai danni dei contrari all'immigrazione, visto che che questi ultimi, in seguito alla forza di immagini come quelle di Aylan, si troverebbero nell'impossibilità di argomentare al meglio la loro posizione.

Il post di Rosario Marcianò

Rosario Marcianò, poi, è andato ancora più avanti, sconfinando decisamente nell'inverosimile. Personaggio sempre carico di certezze, ha postato l'articolo di Blondet sulla sua pagina Facebook mostrando di condividere le riflessioni in esso contenute. Nei commenti, poi, si è scatenata la corsa al complotto di matrice giudaica, culminata con la frase scritta dallo stesso Marcianò “Chi muore, in genere, perde le scarpe”, volta evidentemente a far nascere dei dubbi sul fatto che la vicenda di Aylan fosse davvero accaduta nei termini raccontati dai giornali. Ennesima occasione per stare zitti buttata alle ortiche? Diteci la vostra menzionando l'account Twitter ufficiale @meltybuzz_it.

Crediti: web , youtube