Anonymous oscura Casapound, petizione contro i partiti fascisti

Anonymous Italia
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Il collettivo italiano di Anonymous ha oscurato il sito del partito neofascista Casapound. Anonymous chiede la chiusura di tutte le organizzazione fasciste e lancia una petizione da portare ai presidenti di Camera e Senato.

Anonymous Italia ha oscurato il sito del partito neofascista Casapound. “Ai sensi della legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4, "Apologia del fascismo" – scrivono sul proprio sito gli attivisti di Anonymous - chiediamo l'immediato scioglimento di associazioni fasciste, a partire da CasaPound e, pertanto, oscuriamo il sito www.casapounditalia.org”. Queste sono le prime parole del comunicato scritto per annunciare l’attacco, avvenuto ieri con il sito dei neofascisti inaccessibile dalle ore 15.00. A corroborare l’attacco un lungo e articolato comunicato pubblicato sul proprio sito per spiegare le ragioni del gesto. “La ferocia di questi "camerati" che nascondono le loro nefandezze dietro il motto ‘estremo centro alto – né rossi, né neri, ma liberi pensieri’ è ormai chiara e cristallina agli occhi di tutti. Troppo sangue è sgorgato per mano fascista’”. E dopo sentenziano: "Casapound Italia deve chiudere".

Non è la prima volta che il sito di Casapound viene oscurato. E’ già successo nel marzo dell’anno scorso. In quel caso gli attivisti attaccarono anche il sito di Radio Bandiera Nera in seguito agli scontri avvenuti a Casalbertone (periferia romana) tra i centri sociali e gli stessi camerata di Casapound. Infine Anonymous chiede in nome della Costituzione che “Casapound, in quanto ricostituito partito fascista lesivo di libertà e uguaglianza, sia sciolta! A tal fine – si legge nel comunicato- è stata indirizzata una petizione al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”. In passato gli attivisti di Anonymous hanno attaccato diversi siti, tra cui anche contro il Vaticano (da oggi in fermento per i cardinali riuniti in Conclave), oscurando il sito vatican.va.

Crediti: Anonymous