Da Andrea Scanzi a Franco Bechis: estetica del giornalismo social

Franco Bechis imita Andrea Scanzi?
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Il giornalismo italiano assume sempre di più i connotati di spettacolo. I video dal Bunker di Andrea Scanzi sono "fonte d'ispirazione" per l'editorialista di Libero Franco Bechis?

Una volta si diceva che i direttori dei grandi giornali "si telefonano la sera prima per concordare i titoli in prima pagina del giorno dopo". Nell'era social del giornalismo-spettacolo, praticato dagli esponenti con più appeal mediatico della (fu) carta stampata, le firme di spicco sembrano fare a gara a chi buca meglio la telecamera con i video-editoriali, spesso pubblicati sulle pagine Facebook dei quotidiani nazionali. L'antesignano di siffatta corrente è naturalmente Andrea Scanzi, sul quale abbiamo speso parole d'elogio in merito al suo talento "da Youtuber" grazie alle sue testimonianze dal Bunker; ma anche un acerrimo rivale d'edicola del Fatto Quotidiano, quel "Libero" diretto dal granitico Vittorio Feltri e famoso per i suoi titoli sulfurei, sembra aver trovato la sua punta di diamante per il web. Si tratta dell'editorialista Franco Bechis, già brillante columnist con la sua "Imbeccata", cimentatosi anche con le dirette Fb dall'"Abitacolo" della sua automobile.

L'ultimo documento di Bechis non poteva non trattare dell'odierno referendum in Gran Bretagna sulla permanenza (o meno) della Corona d'Oltremanica nell'UE, sulla quale il giornalista invita a non lasciarsi contagiare dalle geremiadi filo-Bruxelles in caso di Brexit, bensì a lasciar libero sfogo alla democrazia. Ancora una volta, al di là del contenuto o del linguaggio, è lo stile del vicedirettore di Libero a farsi notare. Certamente più spartano di quello di Scanzi - noto per gli occhiali a goccia e il borsalino "alla Neffa" - ma con due ingredienti che rendono L'Abitacolo una possibile alternativa (da destra) del Bunker aretino: scelte musicali più pop e romantiche dei gusti psichedelici del collega toscano (l'"Unchained Melody" che fece commuovere nel film "Ghost") ma soprattutto l'occhiale a specchio che prova a rendere una grigia penna economica alla stregua di mondano 007. Verrebbe da dire: la Cenerentola Bechis rivaleggia con Narciso Scanzi, ma il risultato - per ora - non è garantito. Speriamo almeno che la moda non contagi anche Sallusti o Pigi Battista.

Crediti: Facebook