Andrea Diprè sul delitto Varani: "La droga non aiuta ad uccidere"

Andrea Siprè sull'omicidio Varani
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Torna come ogni giovedì la rubrica su meltyBuzz di Andrea Diprè, che stavolta ci ha raccontato la sua opinione sul caso dell'omicidio di Luca Varani.

Quella di Luca Varani è una storia orribile, che ha lasciato senza parole l'intera nazione. Il giovane romano è stato ucciso, dopo essere stato seviziato, da Manuel Foffo e Marco Prato, senza un movente. I due giovani, sotto l'effetto di droghe da giorni, hanno prima detto di averlo ucciso "perché volevamo vedere com'era", poi Foffo ha ammesso di voler uccidere il padre. Andrea Diprè, esperto di droghe (almeno a quanto dice), aveva rilasciato una dichiarazione al sito web satirico Il Corriere del Corsaro: “Se la cocaina spingesse ad uccidere, adesso avrei più morti sulla coscienza di Hitler”. Dato che l'argomento era stato sollevato, abbiamo voluto chiedere a Diprè perché pensa che la droga non possa indurre a compiere un omicidio e se, per esempio, su alcuni può avere un effetto diverso che su altri.

"Non penso che sia impossibile uccidere solo a causa della droga - spiega Andrea Diprè - Non c'è un nesso diretto tra assumere droga e uccidere, ma è chiaro che, se un individuo è in uno stato psicologico particolare la droga può aiutare. Ma in sé e per sé la droga non può spingere a commettere un omicidio, a meno che la persona non sia già propensa ad uccidere". Diprè ha sempre esaltato i poteri positivi della droga, ma su ogni individuo può avere effetti diversi. Non è così? "E' chiaro che a seconda dell'individuo, la droga ha un effetto diverso - ha risposto Diprè - Per esempio io ho dichiarato che se la droga fosse causa di omicidio, io avrei sulla coscienza più morti di Hitler, dovrei uccidere tutti. Ovviamente non è così". "La droga è un fattore che può influire su una cattiva azione ovviamente, ma come possono influire tantissimi altri fattori - continua Diprè - La droga è influente come per esempio una brutta notizia, o la fine di un rapporto sentimentale che spinge un partner ad uccidere l'altro".

Quindi, Diprè continua a sostenere la sua opinione sulla benevolenza delle droghe: "In genere le droghe eccitano la genialità, non la violenza: spingono il cervello ad arrivare a livelli creativi assoluti. Poi è chiaro che se uno è ontologicamente un criminale, la droga lo aiuta a diventare ancora di più un criminale, viceversa se uno è un pezzo di pane". Poi arriva l'offerta a Manuel Foffo e Marco Prato: "Purtroppo non posso propormi come loro avvocato, perché non sono più nell'albo in Italia, anche se potrei riscrivermi. Però se servisse una testimonianza per il loro legale da un esperto di droga come me, potrei fornire loro una spiegazione scientifico-darwiniana sull'argomento".

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