Andrea Diprè: "Masturbatevi fuori dai seggi!"

L'ex avvocato e critico d'arte Andrea Diprè
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Torna, come ogni giovedì, la rubrica "Diprè per meltyBuzz!": al centro del nostro settimanale colloquio, queta volta, le recenti elezioni amministrative. E una manifestazione di protesta non proprio convenzionale...

Domenica si sono svolte le elezioni amministrative. C'è chi ha riscosso un buon risultato e ha festeggiato litigando col direttore del Tg1 Mario Orfeo, e c'è chi ha ottenuto percentuali da prefisso telefonico ma crede lo stesso di essere diventato l'ago della bilancia della politica italiana. E poi c'è chi, dopo aver lanciato la sua candidatura a sindaco di Roma, ha preferito abbandonare le velleità politiche e puntare a una più alta rivoluzione morale e religiosa. Un pulpito senza dubbio più elevato, da cui Andrea Diprè, nella nostra settimanale rubrica, ha voluto (non) commentare le recenti elezioni. E lanciare un'innovativa forma di protesta...

L'ex avvocato e critico d'arte parte da una premessa, già espressa nel decalogo della morale dipreista: "Il vero dipreista non partecipa alle elezioni". Poi specifica: "Non sono un utopista, so già che il dipreismo non ha nessuna forza a livello politico: il buon dipreista deve rispondere a questa situazione disertando le urne. E' l'unico modo per far collassare il sistema". Senza considerare poi le inutili perdite di tempo: "Ci sono attività migliori che andare a votare, come dormire, fare sesso, drogarsi e mille altre cose!". Ma se uno fosse obbligato a votare? "Se non ci sono alternative, allora può scrivere sulla scheda uno slogan come 'Fuck you! Io sono dipreista!'". L'astensione rimane comunque la prima opzione: "Invito tutti i dipreisti italiani a non recarsi alle urne per il secondo turno di elezioni. Anche perché, che ci sia uno o l'altro, non cambierebbe assolutamente nulla: l'astensione sarebbe un segnale di rifiuto del sistema". Poi, quando tutto sembra volgere alla conclusione, ecco la stoccata finale, la chiamata alle armi per una forma di protesta davvero non convenzionale, ancor più visibile e dissacrante dello sfogo del verdoniano Pasquale Ametrano o dell'immortale "scarico" di Fantozzi nella cabina elettorale: "Chiedo ai dipreisti integralisti, quelli che seguono la dottrina dipreista contro tutto e tutti, di masturbarsi al di fuori degli edifici adibiti a seggi elettorali". Lo slogan è già pronto: "Mi masturbo e non vado a votare!". E siccome un buon leader deve dare l'esempio, annuncia: "Se sarò in Italia, lo farò anch'io!". Il gesto sarebbe eclatante, ma i risultati, eccezion fatta probabilmente per un denuncia per atti osceni in luogo pubblico, appaiono piuttosto incerti.

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