Andrea Diprè: "Con Sara Tommasi e Riley Steele è tutto vero!"

Sara Tommasi, Andrea Diprè e Riley Steele
Ecrit par

Torna come ogni giovedì la rubrica "Diprè per meltyBuzz": al centro del nostro settimanale colloquio, questa volta, il generale clima di sospetto che circonda le gesta dell'ex avvocato e critico d'arte. "Tutto vero - assicura - da Sara Tommasi a Riley Steele".

Un Diprè a tutto campo nel nostro settimanale colloquio per la rubrica "Diprè per meltyBuzz". Interrogato sulle recenti invettive contro Wikipedia e i mass media italiani, l'ex avvocato e critico d'arte rivendica l'autenticità e la genuinità di tutte le sue performance: nulla di costruito, da Sara Tommasi al matrimonio con Riley Steele. E attacca quella sorta di embargo culturale che, secondo lui, tocca qualsiasi cosa faccia. Motivo? Il dipreismo è l'unica alternativa al sistema, ma il sistema non prevede alternative.

"E' un dato di fatto che in Italia vengo ostacolato in tutti i modi: qualsiasi cosa faccio deve essere messa in discussione". E la mente corre subito al suo controverso matrimonio con Riley Steele: "Pensavano tutti alla solita trovato, ho dovuto fare mille carte per avere il certificato di nozze che ho pubblicato: è autentico, neanche il miglior falsario avrebbe potuto riprodurlo". Però i mass media non ne parlano, osserva Diprè. "Non ci sono mezzi di comunicazione oggettivi: si parla di gente del cazzo, inutile, ore di gossip su persone che passano e scompaiono, e neppure un accenno su di me che ho sposato un'attrice di questa fama?". Un trattamento che, osserva Diprè, aveva già subito durante la liaison con Sara Tommasi: "Ne parlavano su Internet, ma non c'era nulla su giornali e televisioni. Eppure era tutto vero, io e Sara volevamo davvero sposarci: poi non se ne fece più nulla per problemi con la famiglia". Ma perché tutta questa ostilità da parte dei mezzi di comunicazione? "Perché promuovo il dipreismo, una religione in totale contrasto con le norme dello Stato Italiano. La gente non può ribellarsi e quindi arriva a negare l'evidenza: non vogliono che ci sia un'alternativa". Ma negli Stati Uniti, dove Diprè è in viaggio, com'è la situazione? "Qui è tutto diverso: nessuno metterebbe mai in dubbio un certificato. Qui vige la plutocrazia, conta il denaro e ostentare il successo è sinonimo di importanza perché significa aver concorso a migliorare la società. L'unico italiano di cui sento parlare negli Stati Uniti è Andrea Bocelli, non sanno neanche chi sia il nostro Presidente del Consiglio".

Crediti: Youtube, Web