Alice Sabatini, la gaffe sul '42 e le spietate leggi della viralità

Alice Sabatini vittima delle spietate leggi della viralità?
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Alice Sabatini è la Miss Italia più odiata del web? Può darsi, ma non dimentichiamoci che le leggi della viralità (e della tv) sono spietate. Scopri di più.

Miss Italia e la viralità sul web sembrano appartenere a due mondi totalmente opposti. Il concorso di bellezza più famoso d'Italia è un format talmente vecchio e noioso - soprattutto se si pensa alle regole che la televisione di oggi è costretta a rispettare - che persino Rai Uno, con il suo pubblico di pensionati e di casalinghe bigotte ha deciso di sbarazzarsene. Meno male che c'è La7. Per la serie: del maiale non si butta nulla. Hanno fatto bene. Alice Sabatini, la nuova Miss Italia 2015, è diventata - e lo è ancora - il personaggio virale della settimana. Di solito facciamo fatica perfino a ricordarci il nome della reginetta di turno, e invece questa volta, grazie alla sua gaffe memorabile, a quella manciata di secondi, gli unici, in cui ha aperto bocca, l'ha trasformata senza possibilità d'appello nel bersaglio perfetto per il popolo del web. "Vorrei essere nata nel '42". Un numero buttato lì a caso - come hanno giustamente notato i the JackaL nella loro divertentissima parodia - a cui fa seguito una frase che più stupida non si può: "Sui libri ci sono pagine e pagine, io volevo viverla per davvero, poi essendo donna non avrei nemmeno dovuto fare il militare”. Il massacro sui social - su cui spesso, diciamocelo, ci si prende un po' troppo sul serio - non si è fatto attendere e una cosa è certa: Alice Sabatini si è immolata alla perfezione per la causa di tutti i maschilisti imbevuti di pregiudizi. Trovatelo voi un modo migliore per confermare il cliché che le belle sono stupide e oche,

Alice Sabatini, la gaffe sul '42 e le spietate leggi della viralità

"Almeno ci siamo divertiti", potrebbe ribattere qualcuno, in barba ai professorini di storia e ai soliti indignati da tastiera che non perdono l'occasione di pontificare sul fatto che la "guerra è una cosa brutta su cui non si scherza". Ma va? In ogni caso non c'è niente da fare. Ci lamentiamo sempre, anche se per una volta nella vita non ci siamo dovuti sciorinare il solito ritornello "Sogno la pace del mondo", come ha scritto Marco Cubeddu su Panorama, e le solite "bamboline stereotipate tendenzialmente fedeli ai loro stereotipi, vacue e arriviste proprio come si conviene al loro mestiere". Ma non esageriamo, altrimenti rischiamo di far passare il messaggio che per farsi notare e diventare Miss Italia - ammesso che a qualcuna interessi ancora farsi giudicare da qualche panzone con i capelli brizzolati per il proprio aspetto fisico - bisogna fare il saluto romano o fumarsi una canna in studio tipo Miley Cyrus. Piuttosto prendiamo le cose per quello che sono state e invitiamo Alice Sabatini a leggere quelle "pagine e pagine" di cui parla, che non fa mai male. La cosa che è interessante, invece, è riflettere su un punto di cui scrive anche Cubeddu: "La televisione rende stupidi".

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Posted by the JackaL on Lunedì 21 settembre 2015

Eh sì, il piccolo schermo, a causa dei tempi imposti dal ritmo della diretta (e della superficialità che ne consegue), è oramai una fabbrica perfetta di contenuti virali. Gli stessi autori dei programmi televisivi sanno bene che il successo di un programma non è legato esclusivamente alla semplice messa in onda, ma soprattutto a quei momenti cult, quelle schegge impazzite che mai come oggi, grazie alle nuove tecnologie, possono essere facilmente estrapolati dal testo televisivo e essere gettati in pasto alla voracità del pubblico della Rete, che li viviseziona, ne accentua i difetti, li reinterpreta, favorendo il processo di traformazione di un personaggio in una macchietta senza profondità e senza legami con il contesto. "La televisione - scrive Cubeddu - rende tendenzialmente chiunque più tonto di quel che è, qualunque idiozia detta in televisione viene strumentalizzata, e i giornali, di carta e no, si buttano a pesce su questi marginalissimi episodi costruendoci per pigrizia sopra interi articoli (mea culpa)". Sottoscriviamo.

Federico Iarlori - @fredjarl

Crediti: web , Archivio web, Twitter