Alessio Bernabei, Elio e le Storie Tese, Ezio Bosso: I Virus di Sanremo 2016 (2^ serata)

Alessio Bernabei, Elio e Ezio Bossi sono i Virus della seconda serata di Sanremo
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Alessio Bernabei che plagia Ariana Grande, Elio che infiamma (senza volerlo?) Mario Adinolfi e l'autoironia di Ezio Bosso sono i Virus della seconda serata di Sanremo 2016.

La seconda serata a Sanremo è sempre la più dura. Dopo quella inaugurale (ecco di cosa si è parlato sui social), tradizionalmente circondata da un'aura rituale, c'è sempre un calo di tensione, di offerta e di conseguenza anche di ascolti. Ma stavolta non è stato così. I tromboni della Rai ci tengono a sottolineare che è la prima volta negli ultimi 10 anni che gli ascolti andavano così bene e noi ci fidiamo. Anche se ci chiediamo perché, visto che non è che sia successo molto. A parte le conferme della prima serata - Garko è un disastro, la Ghenea è una figa e la Raffaele/Carla Fracci è bravissima - gli eventi emblematici sono stati pochi. Tra questi c'è di certo la performance di Alessio Bernabei. L'ex frontman dei Dear Jack, non solo ha lasciato i suoi compagni di band - anche loro a Sanremo - ad arrampicarsi sugli specchi con un cantante stonato, ma si è presentato sul palco dell'Ariston con un pezzo, "Infinite volte", che sembra la brutta copia di One More Time di Ariana Grande. Ecco, la prossima volta, magari, facciamo attenzione, perché il web non perdona - soprattutto se si tratta di Ariana - e al momento non si parla d'altro. Sarà per questo, tra l'altro, che Alessio è a rischio eliminazione?

Elio e le Storie Tese, invece, non deludono mai. Il loro brano "Vincere l'odio" è un raffinatissimo pastiche di generi musicali che li proietta esattamente agli antipodi rispetto alla loro ultima partecipazione al Festival, con "La Canzone Mononota", ve la ricordate? La canzone di quest'anno ha convinto non solo musicalmente, ma anche il testo è piaciuto al pubblico, un coraggioso sfottò nei confronti dei brani politicamente corretti che di solito sbancano a Sanremo. Ma su Internet, più che di musica, si è parlato del fatto che Elio non avesse indossato il fiocco arcobaleno a sostegno del DDL Cirinnà. Dopo le polemiche precedute alla performance di Elton John e l'iniziativa #sanremoarcobaleno, sembra che quello di scoprire se questo o quell'artista sia pro o anti gay, al limite di smascherare la sua omofobia, sia diventato un vero e proprio sport durante questo Sanremo 2016. Promossi, quindi, a pieni voti Enrico Ruggeri, Eros Ramazzotti,Noemi e compagnia; bocciati gli Elii. All'Ariston funziona così. L'unico ad entusiasmarsi per l'assenza del fiocco è stato Mario Adinolfi, convinto nemico del mondo gay, che lo elogiato per la sua scelta e per il messaggio che ha voluto comunicare al pubblico. Chissà se quella di Elio sia stata una scelta davvero ponderata, oppure no. Di certo, faceva il paio con il testo della canzone che ha portato al Festival.

Un altro personaggio che ha fatto il giro del web è stato Ezio Bosso, il pianista malato di SLA. Diciamo la verità, abbiamo subito pensato ai classici momenti-lacrimuccia in tipico stile Rai Uno (e quindi in tipico stile Sanremo), quel genere di slot televisivi ipocritamente mainstream condannati - in senso lato - dal pezzo di Elio e le Storie Tese. E invece no. Bosso ha sorpreso tutti. Non solo per la sua performance sul palco dell'Ariston (lo scambio di battute con Carlo Conti ha convinto il pubblico sui social), ma anche e soprattutto per la risposta genuina e autoironica che ha rivolto a quei cattivoni di Spinoza, che avevano scritto: "E' davvero commovente vedere come anche una persona con una grave disabilità possa vare una pettinatura da coglione". Una roba da far impallidire perfino quelli di Charlie Hebdo. E Bosso, di tutta risposta: "Quello perché cerco di pettinarmi da solo". Un messaggio che ci proietta tutti lontano anni luce dalle piangerie dell'assistenzialismo televisivo e dall'ipocrisia alla Barbara D'Urso e che ci riconcilia con la vita vera. E voi che ne pensate? Vi è piaciuta la seconda serata di questo Sanremo 2016? Venite a dire la vostra twittando al nostro account ufficiale @meltybuzz_it.

Federico Iarlori - @fredjarl

Crediti: web