30enni inutili: L'intervista alla pagina FB

La pagina FB 30enni inutili
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Questa settimana per la rubrica "3 domande a" abbiamo intervistato l'ironica pagina Facebook “30enni inutili”. Scopri di più.

Cosa vuol dire al giorno d’oggi avere trent’anni? Questa è una delle domande che si pongono i cosiddetti Millennials, ovvero “le persone nate tra gli anni ’80 e 2000”, abituati durante la propria adolescenza a vedere quest’età come un traguardo e una meta che li avrebbe in qualche modo portati ad una certa stabilità, sia emotiva che economica. Molti della generazione Y, altro modo per inquadrare e definire facilmente “i giovani d’oggi”, invece si sono trovati a dover affrontare una fortissima crisi che gli ha impedito di trovare il loro posto nella società, accorgendosi anche degli errori dei propri padri e delle proprie madri. Così ci si trova a fare i conti con la dura realtà, comprendendo che la solidità finanziaria e familiare è solo un’utopia impossibile da raggiungere. Ebbene dopo aver affrontato in maniera dura e cruda la realtà è bene anche cercare qualche motivo di consolazione, ovvero la nostra capacità unica di affrontare con leggerezza e ironia le peggiori catastrofi che si abbattono su di noi. Infatti su Facebook è nata la pagina “30enni inutili”, la quale, attraverso post ironici e screenshot di conversazioni particolari, si occupa di mostrare le nevrosi di questa peculiare generazione. L’autrici della community-page, che abbiamo intervistato per la consueta rubrica 3 domande a, si presenta così: “Sono una ragazza di 25 anni ed abito in una grande metropoli, lavoro nel campo del web e del design”.

Come e quando ti è venuta l'idea di creare questa pagina? Fino a qualche anno fa per me l'età adulta (che corrispondeva circa ai 30anni) era un traguardo della vita contrassegnato da maturità, soprattutto emotiva, cosa che invece non ho riscontrato nelle persone che ho incontrato. Una grande delusione avuta da una persona che ritenevo importanti, i racconti delle mie amiche e qualche “30enne” in carriera un po' disonesto mi hanno portato a riconsiderare il tutto e contrassegnare alcuni individui come “inutili”, portandomi all'ideazione della pagina, argomento non di certo nuovo nel mondo dei social ma che volevo sviluppare a modo mio, mettendo in allarme i malcapitati già ai primi sintomi.

Qual è il ruolo del 30enne nell’epoca contemporanea? E’ vero, come dice Zerocalcare, che “i trentenni sono una categoria superata”? Il 30enne è a metà tra passato e futuro e dunque colui che può fare la differenza, sia nel campo lavorativo che affettivo. È un'età dalla quale ci si aspetta molto secondo me ma che attualmente sembra preoccuparsi più di sé e della sua apparenza che delle cose che importano veramente, o almeno questo è quel che mi è parso di vedere. Zerocalcare parla dei 30enni soprattutto in merito all'ambito lavorativo, ed in questo concordo con il suo discorso che potrebbe valere anche in ambito sentimentale. Quando si parla di crisi io la vedo specialmente in termini di valori e sentimenti che le persone di quell'età sembrano avere dimenticato, sempre in cerca della pentola d'oro, sempre dietro ad un nuovo affanno o a rincorrere loro stessi e la loro vanità/egoismo.

Quali sono i post che hanno avuto più successo e quali sono i commenti più divertenti che hai ricevuto dai tuoi fan? I post di maggior successo sono quelli in cui gli utenti si rivedono ogni giorno affrontando temi attuali con il compagno che visualizza e non risponde su WhatsApp o la donna additata come isterica pazza ed ansiosa quando invece viene semplicemente trattata con indifferenza e aggressività proprio da quello stesso uomo che la critica senza avere l'intenzione di capirla o costruire qualcosa con lei, facendola sempre sentire in colpa per colpe che in realtà non sono sue ma di un uomo che non sa amare. Ho notato che la stragrande maggioranza degli utenti sulla pagina si nutre e vive di cinismo e le donne sfoggiano una sorta di emancipazione per puntare il dito contro le coetanee più deboli di loro che si lasciano sopraffare da queste relazioni malate, ma sono anche quelle dai commenti più esilaranti.

Crediti: web