3 domande a: Shortology

Shortology Referendum Scozia
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Questa settimana la rubrica “3 domande a” fa visita agli ideatori della pagina Facebook Shortology, una delle più geniali e particolari del panorama italiano. Leggi le risposte degli ideatori su meltyBuzz.it!

Shortology è un progetto nato nel 2011, con la realizzazione della prima short story dedicata alla vita di Michael Jackson. L'idea nacque dall'intuizione di Matteo Civaschi: creare qualcosa di semplice, con un taglio molto pop, nazionalpopolare, per un blog di creatività pura (una casa editrice digitale). Una vetrina di vari autori che postassero idee in libertà. In seguito hanno visto la luce altre storie di personaggi famosi, quali Napoleone, Hitler, Maria Antonietta, Giulio Cesare, ed altri ancora. Degli agenti letterari londinesi notarono queste storie e proposero di mettere 250 storie in un libro. A questo punto si aggiunse il secondo autore Gianmarco Milesi, che ha aiutato a portare avanti l'enorme lavoro di ricerca, sintesi, idee ed interpretazioni. Oggi gli autori sono più di due, il progetto è in mano a H-57, uno studio creativo milanese che si occupa di advertising, design e motion graphic. H-57 è composto da Matteo Civaschi, Gianmarco Milesi, Marco Dalbesio, Sabrina Di Gregorio, Stefano Agabio, Cristina Rocchetti, Roberto Zizza e Livia Albanese, tutti coautori delle storie. Ecco cosa hanno risposto gli ideatori alle tre domande della nostra rubrica!

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Una delle geniali strisce sintetiche di Shortology

La vostra attività si basa sulla ricerca di una sintesi estrema. Come vi è venuta l'idea? Pensate sia funzionale al linguaggio del web? L'idea è nata dall'esigenza di creare dei contenuti creativi originali per un sito che nasceva come casa editrice digitale. Da lì la denominazione "Short stories", per diventare poi "Shortology". Shortology è un fenomeno esploso principipalmente nel web, grazie al suo linguaggio minimale, direi che questa è già una risposta alla sua funzionalità per il web.

La nuvoletta dell'impiegato

Parallelamente all'attività sul web, avete sviluppato un ramo dedicato al merchandising ed all'editoria classica. Questo genere di comunicazione funziona anche fuori dal web? Dipende da cosa si intende per "funziona". Diciamo che l'editoria è stata l'evoluzione naturale dell'effetto virale che il progetto ha avuto nel web. Sembra incredibile a dirsi ma è così. Il web che diventa un libro, che ritorna ad essere web per poi trasformarsi in merchandising. Questo movimento continuo, questo flusso di passaggi fa sì che il progetto si sia espanso costantemente. Se parliamo di visibilità la risposta è "si, funziona", se parliamo di business è tutto un altro discorso. Nel senso che Shortology è diventato testimonial di importanti brand del panorama italiano semplicemente perché il libro era arrivato alle mani di qualche manager illuminato e desideroso di cimentarsi nel tritacarne Shortology.

La finale dei mondiali di calcio secondo Shortology

Avete ricevuto numerosi riconoscimenti per la vostra attività. Quale vi ha dato maggiore soddisfazione? Il primo riconoscimento da citare è il "Leone di Bronzo" al Festival di Cannes (la più grandi manifestazione mondiale in termini di comunicazione), un premio inaspettato, in una categoria (design) difficilissima e agguerritissima: abbiamo combattuto contro progetti giapponesi mostruosi, contro brand come Coca-Cola, Land Rover! Forse il nostro cinismo sintetico misto a ingenuità ha pagato. Ma il riconoscimento in assoluto più grande è tutto l'affetto che abbiamo ricevuto in questi anni, da tantissimi fan, da persone normali, giornalisti, persone dello spettacolo… davvero impagabile!

Sbarco in Normandia
Crediti: facebook, Shortology