The Pills: "Sempre meglio che lavorare", dal tubo al grande schermo

The Pills al cinema con Sempre meglio che lavorare
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I The Pills arrivano oggi al cinema con il loro primo lungometraggio. Lo abbiamo visto in anteprima e partecipato alla conferenza stampa. Leggi il resoconto su meltyBuzz!

(a cura di Thomas Cardinali) - I The Pills arrivano al cinema e cerchiamo subito di chiarire un primo aspetto: non si tratta di una trashata come Game Therapy (massacrato anche dagli stessi youtubers romani), ma di un prodotto nuovo in cui si mixano il linguaggio del web e quello cinematograifco. Luigi Di Capua, Matteo Corradini e Luca Vecchi - leggi qui la nostra intervista esclusiva - hanno inserito nel film un gran numero di citazioni, a partire da “La Grande Bellezza”, passando per “La Dolce Vita”, “Fight Club”, “Le Iene”, fino ad arrivare a “Il Cacciatore”. I tre mostrano una buona cultura cinematografica e Luca Vecchi non delude nelle vesti di regista. La cornice è quella della Roma periferica, la zona della Capitale in cui questi ragazzi vivono anche nella vita vera; il Pigneto, in particolare, quartiere che ultimamente ha fatto da sfondo anche a film come “Il Nome del Figlio”. Il produttore Pietro Valsecchi ha aperto la conferenza stampa citando il grande successo di Checco Zalone (guarda la parodia degli Actual): “Ci siamo visti ad inizio anno parlando di un film con il posto fisso, ora abbiamo gente che non vuole lavorare, fargli debuttare è stata un’avventura. I soldi di Zalone li reinvesto e mi piace mettermi in gioco”. Un film su tre ragazzi che arrivati alla soglia dei 30 anni si sentono completamente irrealizzati e con una sola promessa: non lavoreranno mai e si aiuteranno nel resistere alla tentazione.

Matteo Corradini è il primo a parlare e parte con una delle sue battute: “Stiamo cercando di comprendere ancora un numero non algebricamente scoperto per caffè, ganja e birrette. Il caffè ci ha portato abbastanza avanti”. Poi torna subito serio raccontando il perché siano nati i The Pills e di come non tutti gli youtuber siano ragazzi che cercano una via di fuga dallo studio: “Noi tanto tempo fa purtroppo abbiamo lavorato, ma la voglia di trattare il lavoro in questo modo è stato dopo la laurea nel 2008. Stavamo in ufficio 8 ore al giorno per 300 euro e abbiamo pensato che forse non fosse eticamente corretto”. Luca Vecchi, invece, spiega le influenze che hanno avuto durante la lavorazione: “Noi siamo figli degli anni ’80 e ci ha cresciuto il televisore come baby sitter. Abbiamo fruito un po’ di tutto, dalla commedia all’italiana a quella americana. Film di Hollywood, videoclip di Mtv, siamo stati molto onnivori. Tra di noi abbiamo comicità diverse, chi è attaccato di più ai cartoni animati della Warner. Abbiamo trovato in qualsiasi cosa qualcosa che valesse. Mi faceva ridere la cosa tipo Fight Club dei bangla”.

Il film dei The Pills sembra fatto apposta per il pubblico romano, ma il tema trattato è talmente universale da poter essere apprezzato dagli spettatori di tutta Italia, come dimostra la distribuzione iniziale in 300 copie. Un prodotto che potrebbe rivoluzionare il concetto degli youtubers e aprire le porte ad un'autentica migrazione delle star del tubo verso il grande schermo. Dopo la rivoluzione zaloniana, Pietro Valsecchi ci riprova: “La scommessa The Pills è già vinta basta guardare la sala piena di giornalisti. Il numero che ho in sala è un po’ basso rispetto al grande Zalone, ma questo film andrà molto lontano e ne sono convinto. Sono già soddisfatto che il film sia qui e sia stato fatto”. Matteo Corradini prosegue con un’altra battuta: “La sfida con noi stessi è arrivare vivi qui, abbiamo battuto il record del nostro precedente film che era 0, anche con 20 euro vinciamo. Abbiamo battuto noi stessi come Zalone”. Luca Vecchi si riscopre filosofico con una chicca d’altri tempi: “La cicoria non ti uccide, ma le velleità si. È come il pesce palla che se lo tagli male poi ti ammazzi”, mentre la chiusa finale più significativa è di Luigi Di Capua: “Non lo abbiamo fatto per soldi. Ci sono tanti che arrivano laureati a 30 anni avendo fatto tutto giusto, ma si sono trovati davanti a un baratro. Bisogna prendere coscienza che le scelte che si fanno a una determinata età ti segnano per tutta la vita, l’esempio del padre di Matteo che sceglie di non fare nulla e far crollare il sistema è lapalissiano”. Un film da vedere, quindi, e che nel panorama delle commedie riesce sicuramente ad innovare grazie al suo originale mix tra la commedia di pancia che piace ai giovani che navigano su Internet e il buon cinema.

Crediti: web , Thomas Cardinali