Marco Travaglio, cosa ti è successo?

Marco Travaglio cosa ti succede?
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Tanti adolescenti cresciuti nell'era berlusconiana con il mito di Marco Travaglio si stanno ricredendo, negli ultimi mesi, a causa di alcune uscite particolari del noto giornalista. Cosa è successo?

Marco Travaglio, cosa ti succede? Prendiamo spunto per questo breve editoriale, che non ha assolutamente la pretesa di essere portatore di verità (anzi), da un commento che abbiamo trovato su Facebook mentre stavamo scrivendo l'articolo sulle critiche che il Direttore del Fatto Quotidiano sta subendo in queste ore in seguito ad un'uscita poco felice nei confronti di Maria Elena Boschi. La frase di cui stiamo parlando è molto sintetica ed è la seguente: “Il Travaglio di dieci anni fa si sarebbe vergognato di questi articoli”. Questo editoriale nasce dalla riflessione su questa frase e dall'enorme credito che tanti adolescenti (e non solo) del decennio scorso hanno riconosciuto a Marco Travaglio, uno dei pochi ad opporsi concretamente al cosiddetto “berlusconismo”.

Il commento
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Un commento all'articolo di Marco Travaglio

È Marco Travaglio ad essere cambiato o c'è stato un grosso errore di valutazione? La soluzione a questo enigma, ovviamente, è complessa. Come si presentava il giornalista piemontese nei primi anni duemila? Non è mai stato di sinistra, Marco Travaglio, e questo lo ha sempre affermato, ed anche le origini montanelliane non potevano di certo essere tradite così facilmente. Il primo incontro con Travaglio, per molti di noi, fu il 14/03/2001, su Raidue, nella trasmissione “Satyricon” condotta da Daniele Luttazzi. Intervistato dal comico romagnolo, l'attuale direttore del Fatto Quotidiano parlò di un suo libro, L'odore dei soldi, che cercava di fare chiarezza sulle origini delle ricchezze di Silvio Berlusconi. Un evento esplosivo, infatti Luttazzi dopo quel giorno non ebbe mai più la possibilità di condurre un programma sulla RAI.

Luttazzi intervista Travaglio

In realtà Marco Travaglio era già un giornalista piuttosto affermato, ma in quella sede per molti fu una scoperta: cronista giudiziario estremamente competente e preparato, penna ironica che non guarda in faccia a nessuno, ha un pedigree di destra ma non ha paura di attaccare Berlusconi. Non si è neppure venduto al centrosinistra, ovviamente, visto che anche il Governo Prodi finì sotto la sua lente di ingrandimento nel libro Uliwood Party. Poi finì nella squadra di Michele Santoro, per anni, autore di monologhi brillanti e molto documentati sulle nefandezze del potere. Poi accadde questa cosa qui.

Il peccato originale

Dopo anni di inseguimento, Marco Travaglio ebbe la possibilità di avere davanti a sé Silvio Berlusconi in carne ed ossa per porgli delle domande dal vivo. Come spesso accade in questi casi, la montagna partorì il topolino. Un Travaglio stranamente teso non riuscì mai ad essere ficcante e mostrò il fianco allo show di Silvio, che anche grazie alla netta vittoria in trasferta che riuscì ad ottenere nel campo più ostile in assoluto, recuperò posizioni nel favore del pubblico e concluse le elezioni del 2013 a pochissima distanza dalla coalizione di Pierluigi Bersani.

Un post del Fatto Quotidiano su Facebook
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Un post del Fatto Quotidiano

Nel frattempo, uscito di scena Antonio Di Pietro, le simpatie di Marco Travaglio si sono avvicinate sempre più al Movimento 5 Stelle ed a Beppe Grillo, intervistato con un tono talmente accondiscendente che se un lettore avesse davanti lo scambio di vedute tra i due senza sapere chi sono i protagonisti, potrebbe scambiare il testo con quello di un'intervista di Rondolino a Renzi. Il peccato originale della sedia berlusconiana, messo insieme all'intervista diversamente dura riservata a Beppe Grillo, ha iniziato a far vacillare più di un fedele.

E poi, le polemiche degli ultimi giorni ed il rapporto problematico con Maria Elena Boschi. Possibile che non si possa criticare una ministra parlando esclusivamente del merito e senza fare allusioni sessiste? A partire dalla vignetta che vedete qui sopra, è stata tutta una slavina fino ad oggi. Che senso ha dire ad una ministra che, invece di occuparsi di riforme, dovrebbe parlare di argomenti più confacenti alle sue capacità, come cellulite e prova costume?

Marco Travaglio su Maria Elena Boschi

Dunque, per ritornare alla domanda iniziale, cosa è successo a Marco Travaglio? Certamente non abbiamo la pretesa di poter rispondere in maniera esauriente a questa domanda, però alcune sue ultime esternazioni non ci sembrano a tono col personaggio che avevamo conosciuto anni fa. Probabilmente è colpa esclusivamente di una sorta di eterogenesi dei fini. Caduto il berlusconismo, molte persone hanno smesso di avere un nemico (da un punto di vista ideale, si intende) in comune con il giornalista piemontese e probabilmente le affinità si fermavano lì. Ed allo stesso modo ingiusto imputare a Travaglio il fatto di avere opinioni diverse dalle nostre, è ovviamente libero di averle (neppure Benigni dovrebbe essere considerato un traditore se cambia idea sul Referendum, però). In linea generale, la lezione che possiamo trarre è una sola: è bene non mitizzare nessuno. Perché Il Fatto Quotidiano non è il Vangelo. E nemmeno il Vangelo è il Vangelo.

Crediti: La7, Il Giornale, web