Game Therapy: Favij, Leonardo Decarli, Federico Clapis e Zoda in un flop senza senso

La recensione in anteprima di Game Therapy
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"Game Therapy" è il film di Ryan Travis con gli youtuber Favij, Leonardo Decarli, Federico Clapis e Zoda. Leggi la recensione del film più trash della Festa del Cinema di Roma!

Cosa spinge una società di produzione a puntare sugli youtuber più amati d’Italia per girare un film? Il cinema è noto anche come “settima arte”, ma dopo aver visto Game Therapy anche il più scarso degli autori può essere rivalutato. Il film di Ryan Travis può essere tranquillamente definito come la “trashata” più assurda della Festa del Cinema di Roma 2015 e, forse, dell’intera stagione. Un’opera senza alcun senso logico dall’inizio alla fine, con delle citazioni assurde e delle situazioni totalmente inverosimili. I protagonisti Favij e Federico Clapis non sono attori professionisti e si vede, ma non si sforzano neanche di esserlo. Le comparsate di Leonardo Decarli e Zoda non portano nulla al film, che punta ad essere un successo al botteghino cercando di attirare nelle sale gli irriducibili teenager tra i 14 e i 16 anni amanti di YouTube. Il fenomeno di questi quattro youtuber, come tutto ciò che diventa virale in rete, è assolutamente inspiegabile, ma non è un motivo sufficiente per cavalcare l'onda. Visti i risultati, è chiaro che bisogna assolutamente evitare che la Rete contamini l’arte e il cinema con dei prodotti che sono delle pure operazioni di marketing e nient'altro.

Vi ricordate il film di Maccio Capatonda? Non si trattava certo di un capolavoro, ma almeno in quel caso avevamo avuto la dimostrazione di come anche il demenziale potesse essere divertente e godibile sul grande schermo. Il “Matrix” all’italiana di Game Therapy, invece, è talmente brutto che dopo 20’ si vorrebbe già essere di ritorno a casa per guardare il dvd dell’originale. La trama, anche questa banale, parla di Francesco (Favij) e Giovanni (Federico Clapis), due classici nerd particolarmente sfigati nelle relazioni interpersonali che preferiscono riversare la loro esistenza puntando sulla vita virtuale dei videogiochi. Giovanni però, a differenza di Francesco, vuole provare ad emergere dal torpore e la “Game Therapy” elaborata dall’amico gli permette di farsi avanti con la ragazza più sexy della classe, Danika, la compagna di classe che gli piace e con cui non è mai riuscito a parlare. Improvvisamente la ragazza sembra interessarsi allo “sfigato” di turno, aggiungendo anche questo aspetto piuttosto inverosimile al film, già assurdo di per sé. Le sequenze sono ripetitive, con le stesse identiche ambientazioni dei videogiochi come se si stesse rivedendo ogni volta la medesima scena. Siamo certo che gli spettatori che amano il cinema in quanto arte, anche quello proprio alle commedie più demenziali, non vedranno l’ora di dimenticare questi 97’. Anzi, probabilmente eviteranno proprio di presentarsi in sala.

Crediti: Game Therapy