Andrea Diprè sulla Brexit: "Fottesega, io mi compro un'isola!"

Andrea Diprè davanti a Buckingham Palace
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Torna, come ogni giovedì, la rubrica "Diprè per meltyBuzz!". Al centro del nostro settimanale colloquio, questa volta, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

La Brexit ha egemonizzato le prime pagine dell'ultima settimana. Prime pagine rimaste nella storia, soprattutto quelle di quotidiani andati in stampa troppo presto. Tutti ne hanno parlato: dai protagonisti del referendum, come quel Nigel Farage che ha dato sfoggio di un ampio catalogo di smorfie in una seduta del Parlamento Europeo, al piccolo ma preoccupatissimo Molise. C'è chi si è congratulato con i promotori del referendum, chi ha proposto una consultazione in Italia, chi ha avuto la battuta pronta con l'uscita dell'Inghilterra dagli Europei di calcio. E poi c'è chi, come Andrea Diprè, ha snobbato completamente la consultazione. Perché della democrazia non gliene frega nulla, perché a lui basta che possa essere libero di incontrare le opere d'arte mobili in tutto il Mondo. E perché lui ha ben altri progetti.

L'ex avvocato e critico d'arte parte da una premessa, la stessa di sempre quando si parla di politica: "Evito di fare considerazioni geopolitiche perché non ho alcun potere: non mi occupo di ciò che non posso gestire. Mi interessa solo per fattori contingenti. Posso andare a scopare in Inghilterra? Posso andare a fighe? Se sì, cazzomene e fottesega!". Tour che Andrea Diprè ha già realizzato in passato, come quello di qualche settimana fa in compagnia di Eva Paradis e, come ci ha rivelato, quello che ha fatto più recentemente insieme a Donna Africa. "Mi interessa solo la circolazione delle persone. - continua Diprè - Voglio poter continuare a raggiungere le opere d'arte mobili in tutto il Mondo". E poi ci confida un progetto. Un progetto ambizioso, quasi una versione trash per adulti de "L'Utopia" di Tommaso Moro: "Sto cercando di acquistare legalmente un'isola, seguendo le leggi dello Stato in cui si trova". Il piano è già pronto: "Vorrei colorarla e arredarla in maniera dipreista. Vigerebbe la legge del dipreismo: sesso, droga e denaro liquido. Tutto molto semplice, tre regole essenziali per il governo dell'isola dipreista". Il sogno è chiaro: "Spero che un giorno il dipreismo possa dichiarare la sua indipendenza sull'isola". Anche perché, secondo Diprè, il destino dell'Europa è segnato: "Il sistema prima o poi collasserà: il Mondo andrà verso un futuro di egemonia, dove soltanto i più forti prenderanno il potere. Il sistema dovrà per forza cambiare: l'Europa non può esistere, ci sono troppe particolarità nazionalistiche". Il primo mattone sembra cadere con la Brexit. Il secondo sarà l'isola di Andrea Diprè?

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